Messaggio  alla comunità per  il Cinquantesimo anniversario dell’apertura della casa di Villaggio Annunziata

 

Carissima Madre M. Placidia e Sorelle,

la lieta ricorrenza del 50° anniversario di fondazione della sede di Villaggio Annunziata, mi spinge ad innalzare insieme a voi il rendimento di grazie e la lode al Signore, datore di ogni bene, per la presenza delle Figlie del Divino Zelo, dal 1967 ad oggi.

Celebrare per noi, oggi, indica, innanzitutto, il fare memoria di un evento, il 50.mo di apertura della casa “Villa Serena” segno dell’amore provvido di Dio Padre; è il fare festa, per “narrare la gloria di Dio” così come dice il salmista (Sl 19).

Questa casa è la prima nell’Istituto sorta per dare una dimora accogliente e dignitosa alle nostre sorelle avanti negli anni o bisognose di particolari cure mediche. Il nostro Fondatore, Padre Annibale, voleva che le religiose nel loro servizio educativo e apostolico verso chiunque, unificassero nel proprio cuore la visione integrale della persona umana. Infatti, la persona umana, specie se sofferente, è degna non solo di cure mediche e di rispetto, ma anche del massimo amore, poiché vale “il prezzo inestimabile del Sangue di Cristo”.

Fare memoria di questo cinquantesimo anniversario ci fa guardare al passato con animo grato e riconoscente e ci proietta nel futuro con la speranza di continuare a lodare e benedire il Signore nel segno del carisma del Rogate.

50 anni di storia si sono costruiti giorno dopo giorno con il contributo di tante Figlie del Divino Zelo, i cui nomi e i volti, riportati negli annali della nostra Famiglia religiosa e di cui facciamo cara memoria, sono scritti soprattutto nel cuore di Dio.

Care sorelle,

a Lui, che vi ha chiamate, avete risposto donando generosamente la vostra esistenza e continuando a essere in questo luogo, caratterizzato dalla preghiera e dall’offerta della sofferenza, lampade ardenti di orazione e di carità.

In questa casa, cara a tutte le FDZ sparse per il mondo, in questo ambiente voi potete vivere la malattia e l’anzianità come un particolare tempo di grazia ed essere madri feconde di anime, secondo la spiritualità dell’Istituto, segnata dalle parole di Cristo “ROGATE”.

La ricorrenza odierna suscita anche un sentimento di riconoscenza verso tutti coloro che cinquant’anni fa iniziarono a edificare questa struttura superando non poche difficoltà, grazie alla tenacia e alla ferma volontà della Madre generale di allora, Madre M. Longina Casale.

Il nostro ricordo va anche a tutte le Suore che sono passate per questa casa e che hanno contribuito alla vita della Chiesa locale con la catechesi, l’animazione vocazionale,  l’accoglienza dei gruppi di preghiera e degli Esercizi spirituali; ricordiamo con particolare intensità i numerosi vescovi e sacerdoti e i tanti gruppi ecclesiali che in questo luogo e con la vostra testimonianza di vita hanno potuto sperimentare la paterna bontà di Dio Padre e la maternità della Chiesa, Sposa di Cristo.

Mentre ringraziamo il Signore per la fecondità di questi 50 anni trascorsi guardiamo con fiducia al futuro, con la speranza che possiate continuare ad essere Comunità-segno operando a servizio della Chiesa con lo zelo che scaturisce dal Rogate.

Tali desideri li affidiamo all’intercessione del nostro amato Fondatore, Sant’Annibale M. Di Francia, che, sicuramente, dal cielo ci benedice, e di Madre M. Nazarena Majone, la nostra prima Madre e Cofondatrice.

Madre M. Teolinda Salemi

       Superiora generale

 

Riflessione sulla Parola di Dio durante la S. Messa in occasione del 50esimo di fondazione della Casa “Villa Serena” – Villaggio Annunziata, Messina

 

Carissime sorelle e fratelli,

è con grande gratitudine al Signore e con gioia nel nostro cuore che questo pomeriggio ci troviamo qui riuniti per condividere con le nostre care Consorelle, le Figlie del Divino Zelo, un momento importante e significativo della loro presenza  in questa Casa di riposo “Villa Serena”, Contrada Bellaria, Villaggio Annunziata,Messina: il cinquantesimo di fondazione  avvenuta esattamente l’11 Febbraio 1967. Vogliamo innalzare un inno di ringraziamento e di lode al Signore per le opere belle che si sono fatte nel corso di questi 50 anni. Quante preghiere si sono innalzate al Signore dentro queste mura, quanto lavoro fatto nel silenzio, quanti sacrifici, quanta gioia e quanto dolore si sono vissuti in questo luogo, quante sorelle hanno offerto al Signore loro stesse  attraverso l’impegno e la fedeltà a ritmi della vita comunitaria dopo una vita spesa nel servizio di Dio e del prossimo in diverse Case della congregazione sparse su tutto il suolo italiano. Mi piace leggere cosa ho trovato nel diario della Casa proprio nel giorno dell’inaugurazione l’11 Febbraio 1967: “- Il Cuore Sacratissimo di Gesù ci ha concesso un nuovo grande divino beneficio avrebbe detto il nostro Fondatore.  Ci sembra sentire l’eco della sua voce, e mosse da questo filiale sentimento, volendo seguire gli insegnamenti paterni, anche noi diciamo: Abbiamo ricevuto un grande divino beneficio. Dono che ci ha fatto Gesù assieme alla Madre Santissima, nostra Divina Superiora. Veramente un grande e immenso dono. L’11 Febbraio 1967 l’Opera degli interessi del cuore di Gesù, riceveva nel suo seno, questo singolare e splendido dono. Ne gioisce l’Opera e tutti noi. Si compie uno degli immensi desideri del Padre verso le sue care Figlie, proprio nel 40esimo della sua morte: il suo sogno è diventato una realtà. Si sentiva il bisogno di avere questo nuovo porto, dove le navicelle delle Figlie del Divino Zelo che per anni e anni hanno navigato in alto mare o nella bassa marea della vita, sentivano il bisogno  di un porto dove fermarsi per ritemprare le stanche membra e lo spirito affaticato ed abitare vicino al nocchiero Divino, ospite permanente e faro radioso di questo centro di propulsione. Finalmente spuntò l’ora Divina. Sotto il sapiente e materno del cuore grande di Madre M. Longina e il navigatore instancabile e volitivo del nostro (vero e caro Papà), P. Carmelo Drago, si prende il coraggio a due mani, si decide, si rompono tutti gli ostacoli …”. Il racconto di quel giorno continua nei dettagli, ci sono i nomi delle prime undici sorelle “abitatrici della Casa” chiamate “angeli”, che a causa di uno sciopero dei treni erano arrivate proprio prima della inaugurazione della Casa. Noi qui presenti, dopo 50anni, vogliamo rivivere quei momenti che abbiamo ascoltato con la stessa fede, la stessa gioia, gli stessi sentimenti. Il racconto dell’inaugurazione e benedizione della Casa ci dice come tutto deve essere visto e vissuto in un’ottica di fede e nel contempo di gratitudine al Cuore Sacratissimo di Gesù ed alla Vergine Santissima, divina Superiora. Un ringraziamento che si estende a tutti coloro che diventano umili, semplici, ma efficaci strumenti della volontà del Signore, i Superiori, non solo, ma anche tutte le consorelle. Si fa riferimento alla Madre Longina ed al P. Carmelo Drago, una figura bella e penso molto importante nella storia delle Figlie del Divino Zelo, “caro e vero papà” viene indicato dalla sorella che ha compilato  la storia della Casa.  Questa celebrazione può essere una buona occasione per richiamare la nostra attenzione su quanto sia importante per le Figlie del divino Zelo e per i Rogazionisti, fratelli e sorelle, continuare il cammino insieme, affrontare le sfide del mondo di oggi insieme, comunicare il dono del Rogate insieme. Sono sicuro che questa è la volontà, il desiderio ed era il sogno del nostro Fondatore, S. Annibale. Oggi a novant’anni dalla sua morte, santo in cielo e in terra, ci guarda e ci chiede di costruire il Regno di Dio con l’apporto del Rogate insieme, Figlie del divino Zelo e Rogazionisti, come lo era all’inizio, ai tempi del quartiere Avignone, ai tempi dell’espansione delle Congregazioni in Puglia e altre parti d’Italia. Sant’Annibale, la venerabile Madre Nazarena, P. Palma e tante altre Consorelle e Confratelli dal cielo vogliono che le nostre forze si uniscano per continuare insieme il cammino e difenderci dagli attacchi del maligno che mina il nostro lavoro nella chiesa e la nostra testimonianza nella società  a causa della sublimità del dono del Rogate che ci è stato affidato per la Chiesa e per il mondo.  Affidiamo i nostri desideri alla Vergine Maria, che oggi onoriamo e preghiamo come Beata Vergine Maria di Lourdes.

La prima lettura di oggi ci invita alla gioia e ci promette grandi consolazioni: “Voi sarete allattati e portati in braccio, e sulle ginocchia sarete accarezzati”. Coloro che hanno avuto la possibilità di andare in pellegrinaggio a Lourdes hanno potuto esperimentare la tenerezza materna di Maria attraverso guarigioni e consolazioni spirituali. Il messaggio di Lourdes è un richiamo alla conversione, alla preghiera, alla carità. La ricorrenza annuale della fondazione di questa Casa proprio  nella festa della Vergine di Lourdes è un invito ad intensificare la nostra amicizia con il Signore, attraverso la preghiera, chiedendogli di uniformare la nostra vita al Vangelo e di diventare operosi nella carità. Concentrarsi su Dio e il prossimo ci esorterebbe il nostro Santo Fondatore.

Nel Vangelo delle nozze di Cana si manifesta la sollecitudine materna di Maria. Ella è attenta  e sensibile al disagio che la mancanza di vino può causare agli sposi. Sappiamo che il vino è una componente importante nella celebrazione di un matrimonio e deve essere abbondante. Maria va da Gesù e lo informa sulla situazione imbarazzante che può compromettere il buon andamento del matrimonio. Gesù risponde a Maria”Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora”.  Maria, che ben conosce il cuore del Figlio dice ai servitori: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”. Maria così è all’origine del miracolo che egli compie con la trasformazione dell’acqua delle sei anfore di pietra, , destinata alla purificazione rituale in vino eccellente.

Se guardiamo a Lourdes la situazione è diversa: l’acqua non è stata cambiata in vino, ma essa stessa è diventata miracolosa. Vicino alla grotta di Massabielle non c’era acqua, ma la Madonna ha invitato Bernardetta a scavare nella terra con le sue mani; e dalla buca è scaturita l’acqua, è nata una sorgente. L’analisi di quest’acqua dimostra che si tratta di un’acqua del tutto ordinaria, senza particolari proprietà. Ma essa da quel lontano 11 Febbraio 1858 ha subito cominciato ad operare guarigioni, e non ha smesso di operarne fino al presente. Anche quando non ottengono la guarigione fisica, i malati che vanno in pellegrinaggio a Lourdes tornano nelle loro case con una grande consolazione  spirituale nel cuore. Hanno sentito, esperimentato la tenerezza materna di Maria, che li aiuta a vivere nell’amore. Forse per l’età, forse per il costo dei biglietti aerei o del treno noi non possiamo andare spesso a Lourdes, tuttavia abbiamo benedetto poco la Grotta di Lourdes nella pineta: possiamo andare là e in spirito volare a Lourdes e chiedere a Maria di darci le sue consolazioni mentre offriamo la nostra vita per il bene della Congregazione, della Chiesa e dell’intera umanità. Andiamo più spesso, se c’è bel tempo, a visitare la grotta e stiamo insieme alla nostra mamma celeste. Impariamo da Maria  ad andare da Gesù e fare quello che egli ci dice. Ella è sempre stata presente nella vita del suo Figlio. Al momento dell’Annunciazione  per dare inizio all’Incarnazione del figlio di Dio ella ha pronunciato il suo”sì” e si è dichiara la “serva del Signore”. A Cana si presenta come la serva del Signore, come colei che spinge anche gli altri a fare qualsiasi cosa Gesù dica . Nella crocifissione Maria è ancora presente e viene donata come madre ai suoi discepoli. Approfondiamo il nostro amore filiale per Maria e affidiamoci a Gesù che ci renderà sempre più forti e coraggiosi, capaci di superare gli ostacoli che incontriamo e incontreremo nella nostra vita ordinaria, come occasioni di crescita nel suo amore e mai di delusione. L’episodio delle nozze di Cana ci incoraggia, ognuno di noi, a credere pienamente in Gesù e nello stesso tempo infonde in ciascuno di noi una fiducia filiale in Maria, sua madre e nostra madre, che ci guida, incoraggia e ci offre il suo potente aiuto. Ci assistino dal cielo tutte le celesti Figlie del divino Zelo e i celesti Rogazionisti, in particolare S. Annibale e la Venerabile Madre Nazarena. Un grazie particolare alla Superiora Generale, Madre Teolinda Salemi, alla Madre Diodata Guerrera, Superiora della Delegazione “Nostra Signora della Guardia”, Madre M. Placidia Meli, Superiora di questa Comunità e tutte le Figlie del divino Zelo, i Rogazionisti presenti, amici e benefattori. Un grazie particolare e doverose a tutte quelle consorelle che qui come degli angeli, delle lampade viventi offrono la loro vita nell’apostolato della preghiera ed offerta della loro sofferenza per i buoni operai: un corale grazie di cuore.  Amen!

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